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“Ciliegie. Arte, devozione e benessere”

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Saggio interdisciplinare di Stefano de Carolis dedicato al frutto d’eccellenza pugliese

di Antonia Depalma – Foto di Angelo Donato Stano

“Ciliegie. Arte, devozione e benessere” (2025) è un’opera sincretica edita da Edizioni Carta Bianca.

Il volume crea un vero e proprio dialogo tra discipline attraverso un’analisi storica, religiosa, sociologica e culturale; un arco temporale di duemila anni che riscopre la ciliegia — frutto della pianta appartenente alla famiglia delle Rosaceae — non solo come eccellenza agricola pugliese, bensì come emblema della presenza di Dio nella storia di un popolo, così come ricordato nella prefazione a cura di S.E. Mons. Giuseppe Favale, Vescovo della Diocesi di Conversano-Monopoli.

Nell’analisi del suo significato simbolico, il prelibato frutto emerge in molteplici iconografie d’arte sacra, con particolare riferimento a quelle di epoca tardo-medievale e rinascimentale, pur non essendo trascurabile la sua presenza in raffigurazioni risalenti all’antichità. Particolarmente curata ed efficace è la catalogazione, a cura dell’autore, di oltre trecentocinquanta opere d’arte raffiguranti le ciliegie, tra affreschi, mosaici e dipinti su tela o tavola.

L’excursus sul frutto, ritenuto simbolo di redenzione e dolcezza del Paradiso, è supportato da una meticolosa ricerca storica: l’attenzione dell’autore, giornalista, ricercatore storico e sottufficiale dell’Arma dei Carabinieri specializzato nella Tutela del Patrimonio Culturale Nazionale, si sofferma anche sulla storia e sulle proprietà benefiche della pianta. Quest’ultima è stata ampiamente utilizzata in ambito medico, come testimoniato dai testi di medicina e farmacopea risalenti all’antichità che ne esaltano gli effetti terapeutici, con testimonianze che partono dal I secolo d.C. per accompagnare il lettore sino alle preziose ricette della storica Scuola Medica Salernitana.

Nell’opera – recentemente presentata a Conversano, cui si riferiscono queste immagini –  la ciliegia viene esaltata quale frutto prodigioso: a tal proposito, risulta prezioso il contributo esterno a cura del prof. Renzo Chiovelli che, in collaborazione con Giulia Maria Palma, narra del miracolo della Madonna del Fiore di Acquapendente, la cui testimonianza si rinviene nelle fonti scritte dal teologo del XVI secolo Arcangelo Gianio Fiorentino. In questo contributo dedicato alla Madonna di Acquapendente, celebrata a “Mezzo Maggio”, l’aspetto religioso si coniuga con la tradizione orale che preserva l’origine della comunità.

L’autorevole saggio — vera chicca per appassionati di arte locale, tradizioni e iconografia — riporta alla luce la storia delle diverse varietà di ciliegie. Ripercorrendone le origini, l’autore raccoglie le voci di coloro che, sin dagli anni ’30 del Novecento, furono i primi “attori” di questa filiera, permettendo alla Puglia di divenire un’eccellenza nazionale; tali testimonianze sono supportate da una raccolta fotografica che costituisce un vero reportage storico del lavoro di intere generazioni.

Protagoniste dell’opera sono, senza dubbio, le città di Turi e Conversano; quest’ultima, dominata dal monastero definito sin dal XIII secolo “Monstrum Apuliae”, fornisce una testimonianza diretta di quanto le “cerase” fossero nel Sud-Est barese, già nel XVI secolo, una prelibatezza regale. Uno spazio dedicato all’arte culinaria arricchisce infine l’opera, rendendola un unicum editoriale adatto anche ai professionisti della pasticceria, grazie alla riscoperta delle pratiche alimentari secolari. I contributi in appendice a cura di Dario Vassallo, Mario Cazzato, Sergio Fontana e Mario Piergiovanni approfondiscono uso e simbolismo del frutto, donando definitiva completezza all’opera.

In definitiva, il lavoro di Stefano de Carolis trasforma la ciliegia da semplice dono della terra a chiave di lettura dell’anima umana. Attraverso queste pagine, il rosso vibrante del frutto smette di essere un solo dettaglio cromatico per farsi polifonia: è la musica del Maestro Moretti che risuona nel tempo, è il rigore della scienza che incontra il mistero della fede, è il sudore dei campi che diventa nobiltà d’arte.

Un’ulteriore nota armoniosa e raffinata viene data all’opera saggistica dal brano “Rosso Passione”, composto dal M° Antonio Moretti; esso, ascoltabile attraverso il QR Code presente all’interno del volume, è stato composto per la monografia “Ciliegie” allo scopo di omaggiare il colore del frutto pugliese attraverso delle note che evocano la gentilezza, accompagnando il lettore in un lungo, completo e piacevole viaggio alla scoperta della bellezza della natura, della devozione e del benessere.

Un’opera che non si limita a istruire, ma invita a riscoprire, sotto la buccia di un frutto antico, il sapore autentico della nostra storia, invitando alla custodia della tradizione e al rispetto per il creato: “Ciliegie” racconta il culto della bellezza attraverso la storia di un frutto delicato che, sin dagli albori, ha congiunto il divino alla dimensione terrena.

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